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Posted by on Apr 11, 2018 in Blog news, Enogastronomia, Eventi e attrazioni | 2 comments

Il Luadel, un pane del Po a Georgica 2018

Il Luadel, un pane del Po a Georgica 2018

 

A Georgica 2018, da sempre alla riscoperta delle tradizioni rurali, non poteva mancare un pane locale.

Si tratta del Luadel che ha una diffusione molto ristretta alla zona di Pomponesco, sponda mantovana del Po proprio di fronte al lido Po di Guastalla dove si svolge Georgica. Una sorta di gemellaggio del gusto.

Al di fuori della zona, in pochi ne avranno sentito parlare eppure è un prodotto gastronomico interessante che, per le sue peculiarità, potrebbe essere riscoperto e rilanciato per un consumo più ampio.

Cos’è il Luadèl?

Definirlo pane potrebbe essere fuorviante e non completo. In realtà se l’aspetto è quello di un pane fatto male, un po’ raffazzonato con una forma più o meno casuale e non codificata, è il gusto che lo identifica.

Va detto che per la sua “pienezza” potrebbe essere affiancato al mondo delle focacce, delle schiacciate, dei “chisulàn” delle due sponde del fiume. Un prodotto quindi corposo, molto nutriente e dalla digestione non proprio per tutti, soprattutto se ci si fa prendere la mano. Però sapido e appetitoso, logico compagno di affettati come salame o prosciutto, coppa e spalla cotta per fare solo pochi esempi. Da innaffiare obbligatoriamente con lambrusco della Bassa, scuro come la notte.

Dove si trova il Luadèl?

A Pomponesco è la risposta diretta e facile. Sembra che qui sia nato e ancora oggi è prodotto anche se in quantità da amatore e per un consumo locale. I luadei si possono gustare al ristorante Saltini o acquistarli dal fornaio di Pomponesco. La tradizione contadina della produceva in casa è quasi scomparsa e oggi la ricetta è patrimonio di pochi, giusto alcune famiglie del paese rivierasco o degli immediati dintorni.

Proprio i Saltini e il fornaio Mentore Negri ce ne parleranno a Georgica 2018 nella cornice del Teatro del Po, la struttura all’aperto nel Lido Po Di Guastalla, domenica 15 aprile, nell’ambito degli incontri su temi vari che si apriranno dalle 15 in poi. Chi è interessato quindi raccolga informazioni in loco sull’orario previsto per non perdersi l’appuntamento (e l’assaggio) dei luadei abbinati ai salumi.

Come si fanno i Luadei?

Bocche cucine al ristorante sopra menzionato e il sospetto di depistaggi è forte. Si afferma che è un pane realizzato con ciò che restava dell’impasto principale del pane bianco da cuocere. E queste poche pagnottine residue, formate alla meglio con mano frettolosa, venivano inserite del forno per verificarne la temperatura. Versione di comodo? Passando alla storia i Saltini sostengono che fu la loro mamma, la signora Gilda che oggi ha 91 anni, a riscoprire la ricetta e, in qualche modo, a salvarla dall’oblio.

In realtà la ricetta, che sembra un segreto da proteggere quasi fosse quella dell’elisir di eterna giovinezza, gira comunque e la si può raccogliere in paese. Qui non la riveleremo per mantenere quell’aura di mistero che tanto piace ai nominati personaggi di Pomponesco. Tuttavia quel che è certo è che questo tipo di pane veniva realizzato appositamente e non in quanto avanzo della lavorazione principale, perché segue una procedura piuttosto originale e più volte ripetuta con l’inserimento dell’ingrediente base che fa la differenza: lo strutto.

Proprio lo strutto conferisce quel gusto ricco e pieno ma che altrettanto mette a dura prova le capacità digestive. Ma tant’è, è così raro questo sapore di una volta che val la pena patire un pochino (dopo) pur di assaporarlo ancora una volta. Il palato ha le sue regole e i suoi piaceri. Evviva il Luadèl!

 

luadel pomponesco foto di daniele daolio

Articolo e foto di Daniele Daolio

2 Comments

  1. MOLTO INTERESSANTE.
    ANCHE QUESTE RICETTE FANNO PARTE DEL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE.
    GRAZIE

    • Giustissimo, Catia.
      Diciamo che sono il “sapore” del nostro territorio.
      Grazie per il commento.

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Ci vediamo a Georgica 2019 !