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Posted by on Apr 18, 2014 in Blog | 0 comments

Mestieri in bicicletta a Guastalla: a Georgica la collezione di Omar Maselli

Mestieri in bicicletta a Guastalla: a Georgica la collezione di Omar Maselli

 

In anteprima su Georgica 2014 a Guastalla abbiamo l’occasione per due chiacchiere con Omar Maselli di Carpi. E’ un modo per conoscere meglio questo bravo collezionista che al Lido Po di Guastalla esporrà alcune delle sue famose biciclette storiche.


Buongiorno Maselli e benvenuto a Georgica a Guastalla. Quante collezioni ha?
Ho varie collezioni. Le più importanti sono: antichi mestieri in bicicletta, bici da corsa d’epoca e macchine fotografiche d’epoca.


Da quando ha cominciato? Cosa la attraeva in particolare nei primi pezzi che ha iniziato a collezionare?
La passione della bicicletta l’ho sempre avuta fin da piccolo quando seguivo le corse ciclistiche con mio padre, da qui è seguita la prima bici da corsa d’epoca poi tutte le altre.
Abitavo in una corte di campagna, dove passavano di tanto in tanto questi artigiani o commercianti a offrire prodotti o prestare servizi. Ho un bel ricordo di certi artigiani dai quali ho colto il modo di lavorare e riparare molte cose, tanto più che nella mia vita ho fatto l’artigiano.
Quello che mi attraeva nei primi pezzi che trovavo era il mestiere che avevo visto e potevo toccare con mano.


Qual è il pezzo più prestigioso o raro che ha trovato?
A parte qualche modello di bici dei primi anni del 900, tutti gli altri mestieri, più che essere rari, hanno la particolarità di trasmettere il loro vissuto. Guardando i particolari del mestiere si capisce come vivevano questi nostri nonni, le fatiche che facevano per guadagnarsi un pezzo di pane.


Li trova ai mercatini o come? Come riesce a scovare questi piccoli tesori?
Trovare uno di questi piccoli tesori, come dice lei, non è facile, ma tra collezionisti ci si da una mano. Facendo le mostre mi è capitato di conoscere persone che da tempo avevano in casa uno di questi mestieri, che faceva a suo tempo il nonno o il padre, ne seguiva poi la contrattazione e l’eventuale acquisto.
Li trova integri o li deve assemblare con più pezzi che trova in luoghi diversi?
Spesso quando trovo questi pezzi sono da restaurare. Io faccio un restauro conservativo “meticoloso”, se manca un pezzo della bicicletta o un attrezzo lo recupero e lo monto originale dell’epoca. Per questo a volte un restauro può durare dei mesi. Cerco di evitare l’acquisto nei mercatini d’epoca perchè si possono trovare dei falsi e fatti anche male. Solo le biciclette da corsa si trovano nei mercati specializzati.


Le biciclette dedicate ai mestieri ambulanti sono provenienti da regioni diverse? C’è qualcosa di sicuramente e tipicamente emiliano?
C’è molto di Emiliano – Lombardo e un po’ di Veneto, insomma della nostra pianura Padana. Sono bici pesanti da portare e se pensiamo alle strade dissestate d’un tempo si comprende che circolassero più che altro nella pianura.


Ha fatto ricerche e come per capire come dovevano essere le biciclette degli ambulanti?
Come ho citato ne ho viste varie ma non tutte certamente. Le mie ricerche, in alcuni casi e soprattutto i primi tempi, le sviluppavo intervistando e raccogliendo racconti di alcuni anziani che avevano visto al lavoro questi pionieri. Ora si trovano un po’ ovunque questi racconti, ma spesso li trovo un po’ fantasiosi e poco veritieri, come ad esempio quelli sui sarto che sarebbero andati per paesi e campagne a rivoltare colletti lisi e rammendare calzoni… Chi ha vissuto in campagna sa benissimo che ogni donna di casa contadina o no li rivoltava lei i colletti e metteva la pezze ai pantaloni.


A che periodo risalgono? Ci fa qualche esempio tra gli esemplari destinati a Guastalla per Georgica?
Il periodo di questi mestieri parte dal primo dopoguerra fino ai primi anni 60 cioè fino al boom economico. Nel primo dopoguerra non era frequente vederli anche perché avere una bicicletta in quel periodo era un lusso. Ma dagli anni 30 circa al 1960 c’è stato uno sviluppo di questi mestieri soprattutto nel settore dei servizi.
Le biciclette che esporremo a Guastalla sono datate tra il ’30 e il ’50 del secolo scorso come: il pescatore di fiume, il calzolaio, il sarto, il servitore del contadino, l’arrotino, il gelataio, ecc.. Ognuno di questi sarà corredato da un cartello che identifica il mestiere con il nome in dialetto, in italiano e un sunto della loro storia.


Le è mai venuto in mente di creare un museo?
Magari un museo come dice Lei! Per i miei pezzi, mi accontenterei di una “sala”che potrei gestire nel tempo libero, anche da solo. E’ una proposta già avanzata nel mio comune ma la risposta è stata negativa.
Perché ha scelto di esporle in giro per fiere e manifestazioni? Non è geloso dei suoi pezzi?
Un collezionista è sempre geloso dei suoi pezzi! Ma da quando ho iniziato ad andare nelle scuole ad esporre e spiegare questi mestieri, ho constatato dalle domande degli alunni che vale la pena farli rivivere a ogni occasione, anche se a spostare questi vecchi esemplari creo loro qualche danno.


Di cosa si è occupato nel suo lavoro?
Dopo gli studi da radiotecnico ho fatto il garzone da un elettricista muovendomi con bici e attrezzatura al seguito proprio come le mie biciclette, poi ho intrapreso la professione di artigiano riparatore radio tv. E ora la pensione, le mie nipotine e le biciclette…

La soddisfazione maggiore che provo durante le mie esposizioni è quella di sentirmi dire: “quand’ero piccolo li ho visti questi mestieri ed erano proprio cosi come questi” oppure vedere il cultore della bici d’epoca che scruta il modello da vicino cercando qualcosa di non originale. Ma alla fine si arrende!
Ma la cosa più bella è vedere i giovani che leggono quello che ho scritto in ogni cartello posto sulle bici chiedendomi ulteriori informazioni su come vivevano questi nostri nonni.


E per chi ormai è curioso di vedere tutto dal vivo l’appuntamento è per il 3 e 4 Maggio al Lido Po di Guastalla per Georgica.

omar-maselli

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