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Posted by on Mar 7, 2018 in Blog news, Eventi e attrazioni | 0 comments

L’arte di piegare la carta: l’origami a Georgica 2018

L’arte di piegare la carta: l’origami a Georgica 2018

 

Simona Fagiani, atelierista che da diversi anni si occupa di attività ricreative, di sperimentazione ed espressione, sarà a Georgica 2018 al lido Po di Guastalla per far conoscere l’arte dell’origami: un laboratorio permetterà ai partecipanti di realizzare piante, fiori e foglie interamente di carta!

Sotto l’ombra di un gazebo, nella cornice naturalistica del Fiume Po, gli adulti avranno la possibilità di sperimentare questa antica tecnica, attraverso un corso pensato appositamente per loro, i cui risultati potranno poi essere esposti oppure conservati come ricordo.

 

La passione di Simona per l’origami, è nata da una ricerca fatta sul materiale carta e sulle possibilità che il supporto consente. Oggi Simona condivide la sua esperienza all’interno dei laboratori che l’Atelier di Palazzo Ducale offre alle scuole ed organizzando corsi serali per adulti.

Ma vediamo un po’ dove e come è nata questa arte… “Origami” è una parola giapponese composta da “Ori”, piegare, e “Kami”, carta. Indica l’arte di piegare la carta per dare vita ad oggetti, animali e figure di fantasia. La tecnica moderna dell’origami prevede l’uso di pochi tipi di piegature combinate in un’infinita varietà di modi. Si parte da un foglio di carta, generalmente di forma quadrata, le cui facce possono essere di colori diversi e si continua a fare pieghe senza fare uso di tagli.

La tecnica dell’origami ha origini molto antiche ed è legata alla scoperta della carta avvenuta in Cina più di 2000 anni fa. È in Cina che inizia la tecnica della piegatura intorno al II secolo d.C., ma sarà in Giappone che avrà origine l’arte dell’origami grazie alla nuova formulazione giapponese della carta che prevedeva l’uso del riso per renderla più morbida ed elastica. L’origine degli origami è strettamente collegata alla religione shintoista: la parola “Kami” è utilizzata infatti, anche se scritta con un ideogramma diverso, per indicare la divinità. Questa sovrapposizione di significato lega inscindibilmente l’arte degli origami con la spiritualità e dà alla tecnica una valenza sacrale. Le prime forme di origami giapponesi risalgono al XI secolo ed erano costituite da semplici strisce di carta piegate in forme geometriche, unite ad un filo o ad una bacchetta di legno, ed utilizzate per delimitare gli spazi sacri. Per altri l’origine dell’origami è da ricondurre all’epoca Muromachi (1392-1573): ai samurai veniva dato in dono un particolare mollusco, simbolo dell’immortalità, avvolto all’interno di un astuccio di carta, che con il passare del tempo divenne piegato in modo sempre più complesso fino ad acquistare dignità di dono in sé. La tradizione giapponese associa ad ogni forma di origami un significato simbolico: ad esempio, la gru è simbolo di immortalità, la rana era anticamente donata a coloro che stavano per intraprendere un lungo viaggio come buon augurio, la farfalla orna le coppe di sakè degli sposi.

La tecnica andò a perfezionarsi attorno al XVIII secolo. Uno dei libri più noti sulla tecnica degli origami, Piegatura delle mille gru di Sembazuru Orikata, risale al 1797 e narra della leggenda secondo la quale chiunque pieghi mille gru vedrà esauditi i desideri del proprio cuore. Con la scoperta del Giappone da parte degli occidentali, inizia la diffusione dell’origami all’estero. In un primo tempo, in Europa gli origamisti venivano considerati dei maghi o dei prestigiatori. Ad eccezione di Leonardo da Vinci, Lewis Carroll e pochi altri, almeno fino alla metà del XIX secolo nessuno aveva mai pensato di piegare la carta per ottenere figure anche molto semplici, tuttavia era molto diffusa l’arte di piegare stoffe, tovaglie e tovaglioli per ottenere figure di ogni sorta per abbellire le tavole nelle corti dei grandi signori. Il primo occidentale ad intuire le potenzialità dell’origami in campo educativo fu il pedagogista Friedrich Fröbel (1782-1852). Dal 1920 al 1930 la disciplina dell’origami fu insegnata nella famosa scuola d’arte del Bauhaus.

Il mondo conobbe l’arte dell’origami nel 1952, anno in cui venne pubblicata su una rivista giapponese la raccolta di lavori di Akira Yoshizawa (1911-2005), uno dei più grandi maestri dell’origami. Il maestro rivoluzionò il modo di piegare la carta introducendo il concetto di pieghe morbide, tridimensionalità dell’oggetto e sviluppò la tecnica del wet folding. Insieme ad altri due grandi personaggi dell’origami moderno, Samuel Randlett e Robert Harbin, ideò una serie di simboli e segni grafici per indicare le pieghe da eseguire su un foglio di carta. Nel 1955 fu organizzata ad Amsterdam la prima mostra con modelli originali forniti da Yoshizawa tramite il medico Gershon Legman, il primo storico dell’origami. Nel 1958 Lillian Oppenheimer fondò a New York l’Origami Center e grazie all’incontro con Yoshizawa poté organizzare una seconda esposizione. Di lì a poco, nacquero altre associazioni in Europa: la British Origami Society nel 1967, il Centro Diffusione Origami nel 1978.

L’origami moderno ha attirato un seguito mondiale, con modelli sempre più intricati e nuove tecniche come il wet folding, il soft folding, in cui la carta viene piegata in modo più deciso o più morbido per creare effetti particolari e l’origami modulare, in cui molti modelli sono assemblati per formare un unico insieme decorativo.

Le applicazioni dell’origami nella vita di tutti i giorni sono sempre più frequenti: si pensi all’airbag delle auto in cui la tecnica dell’origami è applicata al fine di piegare nel minimo spazio una data superficie in modo che si espanda con il minimo sforzo alla massima velocità; la lente del telescopio Hubble è stata “spedita” nello spazio piegata in modo tale che, una volta a destinazione, si potesse riaprire con un semplice clic; altri esempi sono gli stent della chirurgia vascolare ispirati alla tecnica dell’origami e l’uso dell’origami per il recupero e la cura di soggetti con disturbi psicologici.

L’arte degli origami è affascinante. Richiede diligenza, concentrazione, precisione, regole che danno origine ad una moltitudine di forme, che prendono vita da un semplice foglio di carta e dalle pieghe di mani sapienti. Il grande maestro Yoshizawa diceva: “Quando le mani sono impegnate, il cuore è sereno”.

A questo punto, non vi resta che venire a Georgica 2018 al Lido Po di Guastalla a provare l’origami presso il laboratorio per adulti di Simona!

 

Fonte: Francesco Decio, Vanda Battaglia, Origami tradizionali giapponesi“, Nuinui ed. 2014

 

La foto di Simona è di Fausto Franzosi, le immagini degli origami sono dell’artista

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Ci vediamo a Georgica 2019 !